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Lazare Ohandja è un danzatore e coreografo nato in Camerun nel 1979.

Tra il 1998 e il 1999 si avvicina alla danza africana e contemporanea, formandosi con il coreografo Ebalé Zam Martino presso il Centre Nyanga Dance di Yaoundè. Da quel momento prosegue incessantemente il suo studio, perfezionandosi al fianco di importanti coreografi internazionali in corsi e stage in Africa, Canada e Francia.

Nel 2001 fonda la compagnia Phoenix (che in seguito diventerà Mo ‘O Me Ndama, “a braccia aperte” in bantu) e firma la coreografia L’âme de la danse, che presenta agli Incontri Teatrali Internazionali a Yaoundè e successivamente al festival Non andremo ad Avignone di Parigi nel 2003 e al Festival de Réalité a Bamako, in Mali.

La pièce Enfant sans nom partecipa al  Festival  Jomba in Sudafrica;  Bissima dans la rue la rue en trance ottiene un finanziamento dall’ambiasciata dei Paesi Bassi in Camerun e partecipa al festival Beyrouth Street in Libano.

Con lo spettacolo Big Bowie gira per tre anni in vari Paesi in Africa e in Europa, lavora in televisione in Camerun, Francia e Italia, dove nel 2004 decide di trasferirsi.

Ma non smette di viaggiare: tra il 2007 e il 2008, con la compagnia 020 di Amsterdam, realizza un progetto di scambio interculturale tra Olanda e Camerun, che si conclude con la creazione dello spettacolo Laisser dans le silence, di cui è coreografo insieme all’olandese Bryan Druiventak.

Il progetto, finanziato dall’ambasciata dei Paesi Bassi, viene presentato al teatro del Centro Culturale Francese di Yaoundè e in diverse città del Camerun nelle quali Lazare Ohandja ha promosso la formazione per la danza, teatro e musica di più di 5000 ragazzi dal 1998 ad oggi.

In Italia, a Milano, partecipa a diversi programmi televisivi (Markette di Chiambretti, Alle falde del Kilimangiaro, Crozza nel paese delle meraviglie)

Si dedica alle attività di Mo ‘O Me Ndama,  che oltre a essere la sua compagnia è anche un’associazione culturale dove vengono formati danzatori professionisti; tutto il lavoro di Mo ‘O Me Ndama si basa su una riflessione sull’identità intesa come concetto in continuo mutamento, determinato dall’incontro e il confronto tra individui provenienti da culture diverse.

Con Mo ‘O Me Ndama Lazare crea e porta in scena numerosi spettacoli: Match, vincitore del premio Lidia Petroni 2011, viene poi presentato al Piccolo Teatro Grassi in occasione del festival Tramedafrica, al Festival delle Culture di Ravenna, al teatro Ringhiera e alla Comuna Baires di Milano. Trash vince il 3° premio al Festival Oriente Occidente di Rovereto nel 2011. Colours va in scena al Conservatorio di Milano in Sala Verdi. Ogni tempo ha le sue abitudini al Teatro Greco, sempre a Milano.

Ultimo spettacolo ISSE-IL CERCHIO realizzato in co-produzione con CRT-Milano e Studio Azzurro, in scena dal 18 al 23 Dicembre 2015.

Direttore artistico del Festival Oltre L’Arte che si trasforma poi nel Festival Contaminafro 2014 presso il Pime e 2015 presso la Fabbrica del Vapore. Il Festival sta continuando come piattaforma sul territorio milanese per il prossimo 2016 presso la Triennale Teatro dell’Arte.

Lazare Ohandja promuove un lavoro di fusione tra danze di tradizione afro e danza contemporanea, con una forte componente teatrale. È un teatro–danza forte, comunicativo, energico e dinamico. Uno stile particolare, in continua evoluzione, come si evolve l’identità di un coreografo in contatto con tradizioni e culture molto distanti tra loro.

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