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CONTAMINAFRO, identità in Evoluzione 2018 propone un intenso e variegato programma di concerti, spettacoli, mostre di artisti africani e non, a mare culturale urbano, Triennale e Teatro dell'Arte, Fabbrica del Vapore.

La straordinaria ricchezza della cultura dell’Africa Contemporanea risulta essere fonte inesauribile di ispirazione per le diverse forme espressive e d’arte. Grazie a CONTAMINAFRO, IDENTITA’ IN EVOLUZIONE la città  incontra la nuova Africa aprendo una finestra sull’intenso fermento creativo che sta attraversando in questi anni il Continente Africano.

Il progetto nasce cinque anni fa dall’esigenza di dare spazio a Milano ad artisti africani di alto profilo professionale che lavorano nel campo del teatro, della danza, della musica e dell’arte figurativa. Iniziare a porre le condizioni affinché queste manifestazioni artistiche possano incidere all’interno della realtà che li ospita, è la tappa obbligata per una cultura in evoluzione come quella italiana che da pochi decenni ospita intere porzioni di culture altre, finalmente in seno al proprio territorio. Milano diventa territorio privilegiato per questo incontro dalle forti identità.

 

CONTAMINAFRO ha avuto un’edizione zero nell’aprile del 2014, un festival prototipo di tre giorni, che si è tenuto al Pime di Milano e ha raccolto l’interesse, la partecipazione e il partenariato di molte organizzazioni del territorio tra cui: patrocinio del Comune di Milano e Forum Città Mondo, Arci Milano, Laboratorio di etnomusicologia e antropologia visuale dell’Università degli Studi di Milano, Centro Studi Archeologia Africana di Milano, associazioni interculturali.

Nel 2015 il progetto pilota è diventato un festival, patrocinato dal Ministero dei Beni Culturali e dal Comune di Milano. Ospitato negli spazi della Fabbrica del Vapore, ha suscitato un particolare interesse da parte del Gabinetto del Sindaco del Comune di Milano e un’assidua collaborazione di due Consigli di Zona della città: la Zona 8 e la Zona 9. Entrambe le esperienze, nonostante l’esigua comunicazione, hanno reso evidente un grande interesse da parte dei cittadini. Nel 2015 CONTAMINAFRO ha saputo attrarre collaborazioni di strutture significative nella storia culturale di Milano: al Centro Studi Archeologia Africana, rappresentato da Giulio Calegari e Gigi Pezzoli, si sono aggiunti Studio Azzurro e il Festival del Cinema Africano.

Questo primo embrione di collaborazione progettuale ha coinvolto alcuni studenti dell’Accademia di Brera e strutture formative del mondo della danza, del teatro, della musicoterapia e della danzaterapia. Da segnalare per importanza del momento storico, il laboratorio con i rifugiati del Campo della Croce Rossa di Bresso che segna la prima azione di inclusione sociale proposta da CONTAMINAFRO.

Alla luce di queste esperienze, Mo ‘O Me Ndama, in collaborazione con Studio Azzurro e Giulio Calegari (Museo di Storia Naturale), intende promuovere una forma più diffusa e continuativa per CONTAMINAFRO, per porre le basi di una piattaforma che consenta e stimoli l’incontro fra tradizioni e culture, attraverso una koinè resa possibile dall’arte. L’obiettivo della piattaforma non sarà dunque solo “esibire” un programma con artisti di alto livello, nel breve tempo di un festival; ma fissare le fondamenta di una struttura permanente e vitale, predisposta per l’evoluzione instancabile di ogni identità che si vada formando.

La piattaforma ha avuto inizio a gennaio 2016 e i festival si sono susseguiti a Luglio 2016 presso CRT Teatro e a Settembre 2017 presso mare culturale urbano.

In sedi diverse della città di Milano, punteggerà i mesi che precedono il festival estivo, come uno studio che culminerà nella settimana del festival. Si sta inoltre progettando la possibilità di dare inizio a un gemellaggio con la sede camerunese di Mo ‘O Me Ndama, per impostare una piattaforma parallela nel Paese di origine di Lazare Ohandja, coreografo ideatore di CONTAMINAFRO.

Tutta la programmazione, prevede un calendario con partecipazioni di livello internazionale, con la presenza di artisti (attori, danzatori, musicisti, pittori, fotografi) e professionisti provenienti dall’Europa e dall’Africa. La programmazione è articolata nel tempo e nello spazio in modo da rendere più perseguibile il protagonismo di organizzazioni transculturali presenti sul territorio milanese. Importante è il coinvolgimento istituzionale del MUDEC, Museo Delle Culture e del Comune di Milano, del Forum Milano Città Mondo, delle Zone 8 e 9 e di alcuni professionisti che hanno aderito al progetto in qualità di direttori artistici e/o curatori. È il caso di Mohamed Ba, che curerà la sezione Conferenze e Incontri, di Giulio Calegari che seguirà la sezione dei laboratori “Archetipi dell’Immaginario”, di Carlo Mari, che seguirà la sezione Fotografia, di Studio Azzurro che sta ispirando una sezione di laboratori esperienziali tenuta da professionisti legati alla costruzione delle immagini in relazione all’identità.

Il progetto, in questa forma dilatata, è orientato a un percorso di incontro con le scuole e le strutture di formazione. Ogni evento sarà infatti accompagnato da incontri e laboratori che permetteranno di sviluppare possibilità di dialogo e di reciproca “impollinazione”.

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